ODE AL PANE

Figlio delle bionde messi,

vitto scontato oggidì tra i paesi abbienti

e messo al bando da ghiotte cibarie,

tenterò ora di restituirti

il tuo giusto ruolo

nel ricco menù degli alimenti.

Ed io ti dico, uomo,

di non scordare quanti tuoi simili morirono

per un pezzo di pane;

quante atrocità furono perpetuate

nel corso della storia

per la sua carenza. Magari mascherate

col vessillo di falsi ideali,

ma aventi quale fine

la necessità assai più concreta

ed imprescindibile di possedere terreni,

campi da arare,

da seminare a grano:

grano per la farina,

farina per il pane,

pane per sfamare la prole.

Ed ancora non ci vince lo sgomento

nel vedere, oggi bambini dai corpi diafani

falciati dalla fame,

quando le spighe dai preziosi chicchi

farebbero il distingua tra la vita e la morte?

Perciò ti dico uomo,

di non scordare tutto ciò

e mai dare nulla per scontato,

ma soprattutto di non vergognarti

di baciare il pane prima di mangiarlo.

Ermano Raso     


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