ODE AL PANE
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Figlio delle bionde messi, vitto scontato oggidì tra i paesi abbienti e messo al bando da ghiotte cibarie, tenterò ora di restituirti il tuo giusto ruolo nel ricco menù degli alimenti. Ed io ti dico, uomo, di non scordare quanti tuoi simili morirono per un pezzo di pane; quante atrocità furono perpetuate nel corso della storia per la sua carenza. Magari mascherate col vessillo di falsi ideali, ma aventi quale fine la necessità assai più concreta ed imprescindibile di possedere terreni, campi da arare, da seminare a grano: grano per la farina, farina per il pane, pane per sfamare la prole. Ed ancora non ci vince lo sgomento nel vedere, oggi bambini dai corpi diafani falciati dalla fame, quando le spighe dai preziosi chicchi farebbero il distingua tra la vita e la morte? Perciò ti dico uomo, di non scordare tutto ciò e mai dare nulla per scontato, ma soprattutto di non vergognarti di
baciare il pane prima di mangiarlo. Ermano Raso |